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A lezione di pace con Nando dalla Chiesa

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La Nuova Sardegna 02.03.2017LICEO SATTA 

A lezione di pace con Nando dalla Chiesa 

Gli studenti a confronto con il figlio dell’ex prefetto di Palermo ucciso dalla mafia

NUORO. Una mattinata all’insegna della riflessione quella avvenuta ieri mattina nell’auditorium di San Giuseppe, grazie all’incontro-dibattito organizzato dal Liceo “Sebastiano Satta” di Nuoro in collaborazione con “Libera Sardegna”, che ha visto protagonista Nando dalla Chiesa nell’ambito del progetto formativo “La mia scuola per la pace”. Durante l’incontro, svoltosi in preparazione alla XXII giornata della memoria e dell’impegno, che si terrà a Olbia il prossimo 21 marzo in ricordo delle vittime delle mafie, il professore, figlio del compianto generale dalla Chiesa, ha presentato il suo libro: “Le ribelli, storie di donne che hanno sfidato la mafia per amore”. «L’iniziativa – ha dichiarato la dirigente del Liceo Satta, Carla Rita Marchetti – presente ormai da anni all’interno dell’offerta formativa, è stata resa possibile attraverso un progetto che tocca temi di cittadinanza attiva e democratica al fine di portare i ragazzi a ragionare su diritti e doveri del cittadino. Il fine è quello di gettare il seme della cittadinanza critica e della testimonianza attraverso la sensibilizzazione della lotta alla mafia, la quale non è lontana da noi ma è possibile trovarne traccia anche in quelli che sono semplici episodi di bullismo che talvolta investono i nostri istituti». 

Argomento cardine dell’incontro e dell’opera di Nando dalla Chiesa la lotta ai vari tipi di mafie appunto, attraverso il racconto di vicende di donne coraggiose che hanno lottato e vissuto a stretto contatto con questo tipo di criminalità organizzate. A seguito dei saluti del nuovo prefetto di Nuoro Daniela Parisi e del vice sindaco Sebastian Cocco che hanno posto l’accento sull’importanza delle figure femminili all’interno delle istituzioni che rappresentano lo stato, ricordando come la Sardegna abbia avuto un ruolo primario in questo processo di progresso della società civile, con episodi come la nomina nel 1946 della prima donna sindaco in Italia, l’incontro si è aperto con un ricordo commosso del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, assassinato nel 1982 dalla mafia mentre ricopriva l’incarico di prefetto di Palermo.

«È dall’ispirazione datami proprio dalle storie di donne comuni e spesso molto giovani, che ho deciso di fondare il corso di Sociologia della criminalità organizzata – ha aggiunto Nando dalla Chiesa – il quale ha reso possibile rendere la mafia non solo un fatto di cronaca ma anche tema di studi accademici. Apro il mio corso ogni anno chiedendo ai ragazzi cosa si aspettino di ricevere ottenendo l’approfondimento della materia e la scelta, spesso fatta da donne molto giovani, della stessa per la stesura della tesi di laurea». La figura combattiva di dalla Chiesa, seppur rammaricata dal non poter vedere la mafia sconfitta durante la sua esperienza di vita, sottolinea ai ragazzi come oggi nessuno sia più solo contro la criminalità organizzata soprattutto grazie all’operato di numerose associazioni volute dal forte senso di libertà di comuni cittadini. Incalzante il dibattito con gli studenti, visibilmente emozionati ed incuriositi dall’esperienza del professore, il quale dibattendo anche sull’evoluzione della mafia in rapporto alle istituzioni locali e statali, saluta la sala colma di studenti incoraggiandoli affinchè possano nella loro vita trasformare la conoscenza in energia sociale. (a.me.)

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